Retinite Pigmentosa
Retinite Pigmentosa: Guida Completa Vista Sicura
La retinite pigmentosa è una distrofia retinica ereditaria che può causare nictalopia, progressiva restrizione del campo visivo periferico e visione a tunnel.
Una diagnosi precoce permette di monitorare la progressione, gestire complicanze come edema maculare cistoide e cataratta sottocapsulare, e valutare test genetico e consulenza familiare.

Retinite Pigmentosa: che cos'è?
La retinite pigmentosa è un gruppo di malattie ereditarie della retina che colpiscono progressivamente i fotorecettori, soprattutto i bastoncelli nelle fasi iniziali.
Il primo sintomo è spesso la difficoltà a vedere al buio. Con il tempo può comparire restringimento del campo visivo periferico, fino alla cosiddetta visione a tunnel.
La vista centrale può rimanere conservata nelle fasi iniziali, ma deve essere monitorata nel tempo perché possono comparire edema maculare cistoide, cataratta sottocapsulare posteriore o coinvolgimento maculare.
Retinite Pigmentosa: sintomi principali
La retinite pigmentosa può iniziare in età giovanile con sintomi sfumati. Molti pazienti riferiscono difficoltà al buio prima ancora di notare un calo della vista centrale.
Nictalopia
Difficoltà a vedere in ambienti poco illuminati o durante il passaggio dalla luce al buio.
Visione a tunnel
Progressiva restrizione del campo visivo periferico.
Urti laterali
Difficoltà a percepire ostacoli ai lati durante cammino o guida.
Discromatopsie
Possibili alterazioni del senso cromatico nelle forme più avanzate.
Lettura conservata
La visione centrale può restare buona nelle fasi iniziali.
Familiarità
Possibile trasmissione autosomica dominante, recessiva o X-linked.
Cause genetiche e forme sindromiche
La retinite pigmentosa può essere non sindromica, quando interessa principalmente l'occhio, oppure sindromica, quando si associa ad altri segni sistemici.
La familiarità deve essere valutata con attenzione perché la trasmissione può essere autosomica dominante, autosomica recessiva o legata al cromosoma X.
- Ipoacusia: può suggerire sindrome di Usher.
- Polidattilia: può orientare verso forme sindromiche specifiche.
- Esordio giovanile: frequente nelle forme ereditarie.
- Consulenza genetica: indicata per inquadramento familiare e rischio di trasmissione.
Retinite Pigmentosa: CONTROLLO E RIVALUTAZIONE
Il controllo della retinite pigmentosa deve monitorare progressione del campo visivo, funzione retinica, stato maculare e complicanze trattabili.
Un follow-up ogni 6 mesi può essere indicato quando esistono edema maculare cistoide, peggioramento del campo visivo o necessità di rivalutare terapia e ausili.
- Monitoraggio del campo visivo Goldmann o 30-2.
- OCT maculare per identificare edema cistoide o alterazioni maculari.
- Autofluorescenza per seguire l'anello iperautofluorescente.
- ERG full-field per documentare riduzione funzionale globale.
- Valutazione di cataratta sottocapsulare posteriore.
Retinite Pigmentosa: NOTE CLINICHE
La retinite pigmentosa è una condizione spesso progressiva. Il trattamento è orientato al rallentamento della progressione, alla gestione delle complicanze e al mantenimento dell'autonomia visiva.
Il paziente deve essere informato sull'importanza della consulenza genetica, dello screening familiare e dell'invio a un centro ipovisione quando indicato.
- Il quadro classico include depositi pigmentari periferici a scheletro osseo.
- Le arteriole retiniche possono apparire attenuate.
- La papilla può mostrare pallore ceroso.
- Edema maculare cistoide e cataratta sottocapsulare posteriore sono complicanze da ricercare.
Come viene diagnosticata la retinite pigmentosa?
La diagnosi si basa su visita oculistica, esame del fondo, campo visivo, OCT, autofluorescenza, ERG e test genetico.
All'esame del fondo si possono osservare depositi pigmentari periferici a “scheletro osseo”, attenuazione delle arteriole retiniche e pallore ceroso della papilla.
- ERG full-field: spesso ridotto o assente, documenta la funzione retinica globale.
- OCT maculare: valuta edema maculare cistoide e integrità maculare.
- Campo visivo: Goldmann o 30-2 per monitorare restrizione periferica.
- Autofluorescenza: utile per anello iperautofluorescente e follow-up.
- Test genetico NGS: identifica mutazioni e orienta consulenza genetica.
- Senso cromatico: può mostrare discromatopsie nelle fasi evolutive.
Trattamento della retinite pigmentosa
La terapia della retinite pigmentosa dipende dalla forma genetica, dallo stadio, dalla presenza di complicanze e dai criteri di eleggibilità per trattamenti specifici.
- Vitamina A palmitato: solo previo controllo medico e funzionalità epatica, secondo indicazione specialistica.
- Omega-3 DHA: possibile supporto nutrizionale in programmi personalizzati.
- Inibitori dell'anidrasi carbonica: Diamox® o topici in caso di edema maculare cistoide.
- Filtri selettivi luce blu e UV: protezione costante dalla luce intensa.
- Voretigene neparvovec (Luxturna®): nei pazienti con mutazione biallelica RPE65 confermata e criteri di eleggibilità.
- Riabilitazione visiva: utile in caso di riduzione funzionale significativa.
Quando prenotare rapidamente?
Una valutazione specialistica è consigliata quando compaiono difficoltà al buio, restringimento del campo visivo o sintomi compatibili con complicanze maculari.
- Nictalopia nuova o in peggioramento.
- Progressiva visione a tunnel.
- Riduzione della vista centrale.
- Distorsione delle immagini o difficoltà di lettura.
- Familiarità per retinite pigmentosa o distrofie retiniche.
- Ipoacusia o altri segni sistemici associati.
Valutazione retina a Monza per retinite pigmentosa
Il Centro Oculistico Dr. Haitham Messelhi si trova in Via Luciano Manara 15 a Monza ed è raggiungibile da Milano, Brianza, Como, Lecco, Bergamo e Varese.
La valutazione è indicata per pazienti con nictalopia, visione a tunnel, sospetta distrofia retinica ereditaria, familiarità o necessità di OCT, campo visivo e test genetico.
Video informativo sulla visita oculistica
Il video presenta il Centro Oculistico e il percorso di valutazione specialistica.
Domande frequenti sulla retinite pigmentosa
La retinite pigmentosa porta sempre alla cecità?
No. L'evoluzione varia molto in base alla forma genetica. Molti pazienti mantengono visione centrale utile per anni, ma necessitano monitoraggio.
Qual è il primo sintomo più frequente?
La nictalopia, cioè la difficoltà a vedere al buio, è spesso uno dei primi sintomi.
Serve il test genetico?
Sì, è consigliato per identificare la mutazione, orientare la consulenza genetica e valutare eventuali terapie mirate.
Luxturna è indicato per tutti?
No. È indicato solo in pazienti con mutazione biallelica RPE65 confermata e specifici criteri di eleggibilità.
Ogni quanto fare il controllo?
Spesso ogni 6 mesi quando serve monitorare campo visivo, OCT e complicanze; la frequenza va personalizzata.
Link utili e servizi correlati
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Se hai difficoltà al buio, visione a tunnel o familiarità per distrofie retiniche, una valutazione con OCT, campo visivo, ERG e test genetico può definire il percorso più corretto.
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